Quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro alla schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene.
Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca...
Io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole triste biglie infrangibili...
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... è una cosa che ti mette l'allegria addosso...
non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,
a modo suo... meravigliosa vita.
A. Baricco

venerdì 21 maggio 2010

Casa Kate Moss: rubato un Banksy del valore di 80 mila sterline


Un altro furto, meno importante rispetto a quello di Parigi, ma che vede coinvolti una modella famosa e lo street artist più noto del momento: Kate Moss e Banksy.

Giovedì notte due ladri sono entrati nella casa della modella e hanno rubato un quadro firmato Banksy del valore di 80 mila sterline, più altre due opere (di cui non vengono citati gli autori). La Moss e il fidanzato, chitarrista dei The Kills, dormivano e non si sono accorti di nulla, la madre sembra essere stata l’unica ad essersi svegliata, disturbata dai rumori.

Musa ispiratrice di molti artisti, la Moss deve amare l’arte, visto che possiede diverse opere, e le deve piacere in particolare Banksy. Oltre al dipinto rubato, ad inizio mese ha commissionato all’artista urbano, un murales del valore di 150 mila sterline (con la richiesta di includere amici e momenti importanti della sua carriera).

C’è già un arresto, un ragazzo di 24 anni, ma le opere non sono ancora state ritrovate.

Maggio un mese sfortunato per Banksy. 6 stampe in edizione limitata del valore di 16 mila sterline e firmate dall’autore, sono state rubate ai primi del mese da Art Republic, una galleria centrale di Londra. Anche in questo caso nessuna traccia fino ad ora delle opere, ma la polizia sta ricercando un uomo e una donna ripresi da una telecamera di sicurezza.

fonte: http://www.artsblog.it/post/5759/furto-in-casa-di-kate-moss-rubato-un-banksy-del-valore-di-80-mila-sterline

Maria Luisa Busi: "Non mi riconosco più nel Tg1"

ROMA - "Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto". E' questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l'intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1 1. La missiva, tre cartelle e mezzo affisse nella bacheca della redazione del telegiornale, è indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell'azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi. Ecco il testo integrale.

"Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori".

"Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'La più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale".

"Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del Tg1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo.


E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".

"L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".

"Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E' lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori".

"I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica".

Nella lettera a Minzolini Busi tiene a fare un'ultima annotazione "più personale": "Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto:
1)respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al Tg1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2)Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.
3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo
l'intervista rilasciata aRepubblica 2, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di "danneggiare il giornale per cui lavoro", con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: 'il Tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche". Posso dirti che l'unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali' e via di questo passo. Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno".

E conclude: "Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità.
Quello che nutro per la storia del Tg1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere".
Fonte: http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/busi_lettera-4240290/

giovedì 20 maggio 2010

La pop-street art di James Rizzi




Di lui non si parla molto, anche se è univeralmente riconosciuto come uno dei pilastri della pop art mondiale. Forse perché James Rizzi, artista newyorkese classe 1950, è diventato per molti l’emblema della commercializzazione della pop/street art. Ma diamo prima qualche cenno biografico utile a chi non ha mai sentito parlare di lui.

James Rizzi è un artista-architetto che, dopo aver studiato Belle Arti in Florida ha avuto una carriera strepitosa. A renderlo famoso sono soprattutto le sue opere in 3D, tra le quali le stampe raffiguranti paesaggi urbani antropomorfizzati. Il suo stile è a metà tra quello tipico della street art e un genere cartoon dai colori molto allegri.

Diventato famoso, ha incominciato a collaborare con società private (ha dipinto degli aerei per la Condor, ha dipinto tre Maggioloni) e a dare libero sfogo alla sua fantasia architettonica. Guardate queste immagini: si tratta della James Rizzi House, uno stabile fatiscente nella città tedesca di Braunschweig che ha riportato a nuova vita con il suo stile inconfondibile. Le sue collaborazioni con società private, però, gli hanno procurato l’astio di altri pop/street artist più underground…

martedì 11 maggio 2010

iVale: Valentino Rossi su iPhone


Anche Valentino arriva sull'iPhone... si chiama iVale l'applicazione uscita due giorni fa e già nella top ten di categoria. Foto, video, biografia, link e news per conoscere meglio la storia personale e sportiva di quello che è ormai la leggenda del motociclismo mondiale. 1 euro e 59 per avere la leggenda a... portata di dito, direttamente sul proprio iPhone, iPod Touch o iPad!

lunedì 10 maggio 2010

iBanksy: l'applicazione iPhone!


Banksy as u never seen!
è proprio il caso di dirlo!! una raccolta di oltre 800 foto selezionate per ripercorrere l'intero percorso artistico del writer che ha ridefinito il concetto di street art. La panoramica completa di tutta la sua produzione dai primi lavori del 1995 al 2010 catalogati e in ordine cronologico... direttamente sul proprio iPhone! un'applicazione semplice da utilizzare e completa in tutte le sue parti per conoscere meglio uno degli artisti più controversi e seguiti del nostro tempo...



mercoledì 28 aprile 2010









Samsonit

e partecipa al Fuori Salone 2010, e lo fa a modo suo presentando uno dei suoi prodotti piuʼ esclusivi: Cosmolite, la valigia caratteristica

dellamitica azienda leader nel settore della valigeria, che per l’occasione collabora con l’artista padovano Kennyrandom che ha decorato la Cosmolite in 5 versioni diverse e una più bella dell’altra e proposte in edizione limitata. Nello store Samsonite di via San Pietro allʼOrto dal 14 al 19 aprile ci sarà una speciale esposizione delle valigie decorate dall’estro creativo diKennyrandom.


Nello store Samsonite ci saranno oltre alle bellissime valigie by Kennyrandon anche sculture, lightbox e un video con le 18 diverse grafiche della valigia, un evento che non si può assolutamente perdere, magari con un pizzico di fortuna si potrebbe anche incontrare l’artista!

Cosmolita è una valigia che coniuga la leggerezza ad una resistenza senza paragoni ma senza mai rinunciare ad un design moderno che strizza l’occhio alla moda, alla pop art ed ai graffiti.

Ancora una volta moda, arte e lusso si incontrano e quello che ne viene fuori non può che essere meraviglioso. Queste valigie secondo me sono bellissime, quella con il cuoricino rosso è bellissima, ma lo sono anche quelle con le farfalle e con la donna stilizzata e sommersa di cuoricini, è davvero impossibile resistere!


fonte

Poesia ...









Poesia...